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19/12/2014Fiscale

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 31 maggio 2011, n. 12019

Procedure concorsuali - Fallimento - Dichiarazione di fallimento - Riscossione fiscale - Credito del concessionario - Ammissione al passivo - Iscrizione al ruolo - Sufficienza

Svolgimento del processo

(...) s.p.a., agente per la riscossione, ricorre per cassazione nei confronti del decreto in epigrafe del Tribunale che ha rigettato la sua impugnazione del provvedimento del giudice delegato con il quale è stata dichiarata inammissibile, in quanto tardiva, l'insinuazione proposta per un credito erariale nel fallimento della (...) s.r.l..

L'intimato fallimento non ha proposto difese.

La causa è stata assegnata alla camera di consiglio in esito al deposito della relazione redatta dal Consigliere Dott. V.Z. con la quale sono stati ravvisati i presupposti di cui all'art. 375 c.p.c..

Motivi della decisione

Con l'unico motivo di ricorso si deduce violazione e falsa applicazione dell'art. 101 I. fall., per avere il Tribunale ritenuto non giustificato il ritardo con il quale era stata presentata domanda tardiva di ammissione allo stato passivo.

Prescindendo dai possibili profili di inammissibilità derivanti dall'insufficiente esposizione dei fatti di causa, posto che non è dato sapere né la data in cui è stato dichiarato il fallimento né quella in cui è intervenuta (se è intervenuta) la comunicazione del curatore ex art. 92 l.fall. né, infine, quella in cui è stato depositato il decreto di esecutività dello stato passivo, la censura è comunque manifestamente infondata in quanto se dovesse ritenersi, come pare emergere dall'impugnata decisione e dal tenore del ricorso, che il superamento del termine annuale sia dipeso dalla ritenuta necessità di attendere la definitività della cartella di pagamento, il ritardo sarebbe certamente imputabile al ricorrente, dovendosi dare continuità al principio secondo cui "i crediti iscritti a ruolo ed azionati da società concessionarie per la riscossione seguono, nel caso di avvenuta dichiarazione di fallimento del debitore, l'iter procedurale prescritto per gli altri crediti dagli art. 92 ss. I, fall., legittimandosi la domanda di ammissione al passivo, se del caso con riserva (ove vi siano contestazioni), sulla base del solo ruolo, senza che occorra la previa notifica della cartella esattoriale al curatore fallimentare" (Cassazione civile, sez. lav., 26 febbraio 2008, n. 5063) in difformità da Cassazione civile, sez. I, 17 giugno 1998, n. 6032, peraltro emessa in diverso contesto normativo.

L'art. 87 del d.P.R. n. 602/1973, invero, dispone al secondo comma che "Se il debitore, a seguito del ricorso di cui ai comma 1 o su iniziativa di altri creditori, è dichiarato fallito, ovvero sottoposto a liquidazione coatta amministrativa, il concessionario chiede, sulla base del ruolo, per conto dell'Agenzia delle entrate l'ammissione al passivo della procedura". Come risulta evidente dalla citata disposizione il titolo in base al quale il concessionario è legittimato all'insinuazione è costituito dai solo ruolo mentre nessun accenno è fatto alla necessità che l'insinuazione debba essere preceduta dalla notifica della cartella di pagamento e tanto meno che quest'ultima debba essere divenuta definitiva.

Né vale argomentare la necessità della previa notificazione della cartella dal disposto dell'art. 25 del citato d.P.R. che impone al concessionario di notificarla entro un termine di decadenza in quanto, per ciò che qui rileva,

tale adempimento è sostitutivo della notificazione del precetto, come è reso evidente dalla disposizione secondo cui "La cartella di pagamento, redatta in conformità al modello approvato con decreto del Ministero delle finanze, contiene l'intimazione ad adempiere l'obbligo risultante dal ruolo entro il termine di sessanta giorni dalla notificazione, con l'avvertimento che, in mancanza, si procederà ad esecuzione forzata" (comma 2 della citata norma), adempimento che non è necessario per la proposizione della domanda di ammissione al passivo, senza considerare che il ruolo comunque è atto esecutivo (Art. 49 d.P.R. n. 602/1973).

Neppure potrebbe obiettarsi, infine, che la notificazione della cartella sarebbe necessaria per consentire al curatore, in esito all'ammissione con riserva imposta dall'art. 88 del più volte citato d.P.R., posto che l'organo fallimentare viene compiutamente edotto della pretesa erariale con la comunicazione del ruolo contenuta nella domanda e può impugnare la medesima avanti al giudice tributario, così come autorizza il dettato dell'art. 19 lett. d) del d.P.R. n. 546/1992, prescindendo dalla cartella in considerazione della specificità della procedura fallimentare e di conseguenza dell'inutilità di atti volti a rendere possibile l'esecuzione singolare.

Ritiene il Collegio di poter condividere la riportata relazione con la conseguenza che il ricorso deve essere rigettato.

Non si vede provvedere in ordine alle spese in assenza di attività difensiva da parte dell'intimata.

P.Q.M.

Rigetta il ricorso.