Primo Piano

CCNL GIORNALI QUOTIDIANI: individuato il Fondo Sanitario

Sottoscritto, il giorno 11/2/2019, tra la FEDERAZIONE ITALIANA EDITORI GIORNALI, l’ASSOCIAZIONE STAMPATORI ITALIANA GIORNALI e SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UIL-COMUNICAZIONE, l’accordo per l’individuazione del Fondo di assistenza sanitaria per i lavoratori delle agenzie di stampa Le Parti, in adempimento dell’impegno assunto nel CCNL 19/12/2018, entrato in vigore il 1° gennaio 2019, laddove si legge all’art. 4 della Parte V,"che le aziende provvederanno ad assicurare tutti i lavoratori a tempo indeterminato disciplinati dal presente CCNL alla forma di assistenza sanitaria integrativa che sarà individuata, per un contributo complessivo di 120,00 euro annui per ciascun lavoratore, interamente a carico aziendale",si sono incontrate lo scorso 11 febbraio e hanno convenuto di individuare in "Salute Sempre", il Fondo di assistenza sanitaria integrativa per i dipendenti di aziende editrici e stampatrici di giornali quotidiani e da agenzie di stampa.

In G.U. il nuovo codice sulla crisi d'impresa e d'insolvenza

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 38 del 14 febbraio 2019 il Decreto Legislativo 12 gennaio 2019, n. 14, contenente il codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza in attuazione della legge 19 ottobre 2017, n. 155. Il codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza disciplina le situazioni di crisi o insolvenza del debitore, sia esso consumatore o professionista, ovvero imprenditore che eserciti, anche non a fini di lucro, un'attività commerciale, artigiana o agricola, operando quale persona fisica, persona giuridica o altro ente collettivo, gruppo di imprese o società pubblica, con esclusione dello Stato e degli enti pubblici. Il Decreto Legislativo n. 14/2019 è così strutturato: - Preambolo - Parte prima - CODICE DELLA CRISI DI IMPRESA E DELL'INSOLVENZA- Titolo I - DISPOSIZIONI GENERALI   - Capo I - Ambito di applicazione e definizioni (artt. 1 e 2)   - Capo II - Principi generali      - Sezione I - Obblighi dei soggetti che partecipano alla regolazione della crisi o dell'insolvenza (artt. 3-5)     

CCNL Legno Industria: aumenti retributivi

CCNL Legno Industria: aumenti retributivi Sottoscritto, il giorno 11/2/2019, tra FEDERLEGNO ARREDO, FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL, l’accordo per la definizione dei nuovi minimi retributivi a valere dall’1/1/2019. Le parti, in applicazione di quanto previsto dal vigente CCNL Legno, mobile, sughero e Boschivi e Forestali 1/4/2016 - 31/3/2019, si sono incontrate e hanno definito l'incremento dei minimi retributivi a valere dal primo gennaio 2019 sulla base della tabella allegata.Gli incrementi relativi ai mesi di gennaio e febbraio verranno erogati con la retribuzione di marzo 2019. Categorie Minimi al 31/12/2018 Rivalutazione Retribuzione all’1/1/2019 AD3 2.448,97 42,87 2.491,84 AD2 2.404,82 41,85 2.446,67 AD1 2.311,55 39,81 2.351,36 AC5 2.219,22 37,77 2.256,99 AC4 2.080,81 34,70 2.115,51 AC3/AC2/AS4 1.942,25 31,64 1.973,89 AS3 1.873,51 30,11 1.903,62 AC1/AS2 1.802,49 28,58 1.831,07 AE4/AS1 1.747,36 27,35 1.774,71 AE3 1.678,24 25,82 1.704,06 AE2 1.608,62 24,29 1.632,91 AE1 1.434,27 20,41 1.454,68

"Appartenenza pubblica" degli istituti per la fruizione dell'Art-bonus

Solo gli istituti culturali che hanno natura sostanzialmente pubblicistica possono ricevere erogazioni liberali per il sostegno delle loro attività e beneficiare del credito di imposta Art-bonus (Agenzia Entrate - risposta n. 48/2019).   Cosi si è espressa l’Agenzia delle Entrate che, anche a fronte del parare espresso dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, non ha riconosciuto l’Art-bonus nei confronti di una fondazione teatrale in quanto sprovvista delle caratteristiche tali da consentire l’assimilazione ad un ente o ad una istituzione pubblica, non emergendo una prevalente componente pubblica nella costituzione e nella gestione della stessa. Va premesso che il credito d’imposta spetta per le erogazioni liberali effettuate in denaro per i seguenti scopi:- interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici;- sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica, delle fondazioni lirico sinfoniche e dei teatri di tradizione, delle istituzioni concertistico-orchestrali, dei teatri nazionali, dei teatri di rilevante i

Rottamazione-ter anche per chi non è in regola con la Rottamazione-bis

Con la conversione in Legge del Decreto Semplificazioni, la rottamazione-ter della cartelle di pagamento diventa accessibile anche per chi non è in regola con i pagamenti della rottamazione-bis, inclusi quelli inseriti nella domanda di "Saldo e stralcio" (art. 1-bis, D.L. n. 135/2018 conv. con modif. in L. n. 12/2019). Con il Decreto semplificazioni 2019 possono accedere alla rottamazione ter anche i contribuenti che non hanno integralmente versato, entro il 07 dicembre 2018, le rate dovute per la rottamazione bis in scadenza nei mesi di luglio, settembre e ottobre 2018. In tal caso le somme dovute devono essere versate in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2019, ovvero nel numero massimo di dieci rate di pari importo, scadenti la prima il 31 luglio 2019, la seconda il 30 novembre 2019 e le restanti il 28 febbraio, il 31 maggio, il 31 luglio e il 30 novembre degli anni 2020 e 2021. L’accesso alla rottamazione ter è previsto anche per quelle domande di adesione al "Saldo e stralcio" non accolte in quanto riferite a debiti inclusi alla rottamazione bis e per i quali non è stat

Verbalizzazione accertamenti ispettivi:chiarimenti in materia di preclusioni (2/2)

Facendo seguito alle indicazioni già fornite con nota n. 120/2017, l’INL con circolare n. 4/2019 ha ritenuto opportuno, alla luce di recenti richieste di chiarimento, esplicitare alcuni ulteriori aspetti, anche di carattere operativo, in materia di preclusioni dell’accertamento. Come già accennato il regime delle preclusioni si estende "anche agli atti e documenti esaminati dagli ispettori ed indicati nel verbale di accertamento, nonché ai verbali redatti dai funzionari dell'Ispettorato del lavoro in materia previdenziale e assicurativa".Sotto tale profilo il libro unico, per la complessità dei suoi contenuti, rappresenta uno dei documenti il cui esame potrebbe determinare una preclusione in materia previdenziale ed assicurativa laddove – a fronte di una richiesta di esibizione non adeguatamente esplicitata in relazione alle finalità dell’indagine – venisse adottato, al termine degli accertamenti, un verbale che contesti solo alcune omissioni contributive che il datore di lavoro provvedesse a regolarizzare. Pertanto, la richiesta del libro unico esplicitamente finalizzata al cont

Verbalizzazione accertamenti ispettivi:chiarimenti in materia di preclusioni (1/2)

Facendo seguito alle indicazioni già fornite con nota n. 120/2017, l’INL con circolare n. 4/2019 ha ritenuto opportuno, alla luce di recenti richieste di chiarimento, esplicitare alcuni ulteriori aspetti, anche di carattere operativo, in materia di preclusioni dell’accertamento. Il regime delle preclusioni - come noto - riguarda esclusivamente gli accertamenti di natura previdenziale ed assicurativa, in relazione ai quali l’art. 3, comma 20, L. n. 335/1995, modificato da L. n. 402/1996, dispone che "gli accertamenti ispettivi in materia previdenziale e assicurativa esperiti nei confronti dei datori di lavoro debbono risultare da appositi verbali, da notificare anche nei casi di constatata regolarità. Nei casi di attestata regolarità ovvero di regolarizzazione conseguente all'accertamento ispettivo eseguito, gli adempimenti amministrativi e contributivi relativi ai periodi di paga anteriori alla data dell'accertamento ispettivo stesso non possono essere oggetto di contestazioni in successive verifiche ispettive, salvo quelle determinate da comportamenti omissivi o irregolari del d

CCNL Credito: firmato accordo sulle molestie sul lavoro

Siglata il 12/2/2019, tra l’ABI e la FABI, la FIRST-CISL, la FISAC-CGIL, la UILCA, la UNISIN FALCRI SILCEA SINFUB, la dichiarazione congiunta in materia di molestie e violenze di genere sui luoghi di lavoro. Ogni atto o comportamento che si configuri come molestia o violenza di genere sul luogo di lavoro secondo la predetta definizione è inaccettabile. E’ importante che ogni comportamento che integri molestia o violenza di genere sia prevenuto e, ove si realizzi, segnalato e perseguito adeguatamente. Varie sono le forme di molestie/violenze di genere che possono presentarsi sul luogo di lavoro. Esse possono essere di natura fisica o psicologica, costituire incidenti isolati o comportamenti più sistematici.Il rispetto della dignità e della professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori si concretizza in un contesto capace di prevenire e contrastare situazioni di violenze e di molestie e di diffondere una cultura del rispetto di genere. In particolare, la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori non può essere violata da comportamenti che integrano molestia o violenza di gen

Interruzione delle prestazioni non determina licenziamento

Con sentenza n. 3822 dell’8 febbraio 2019, la Corte di Cassazione ha affermato che il lavoratore subordinato che impugni un licenziamento allegando che è stato intimato senza l'osservanza della forma prescritta ha l'onere di provare, quale fatto costitutivo della sua domanda, che la risoluzione del rapporto di lavoro è ascrivibile alla volontà del datore di lavoro, anche se manifestata con comportamenti concludenti; la mera cessazione nell'esecuzione delle prestazioni non è circostanza di per sé sola idonea a fornire tale prova. Il caso di specie riguarda il ricorso presentato da un lavoratore licenziato in forma orale dal proprio datore di lavoro.Dopo aver delineato il quadro della giurisprudenza sul tema, in Cassazione si è dato continuità ad uno degli indirizzi richiamati, affermando che, in punto di ripartizione dell'onere probatorio in caso di dedotto licenziamento orale, la prova gravante sul lavoratore circa la "estromissione" dal rapporto non coincide tout court con il fatto della "cessazione del rapporto di lavoro, ma con un atto datoriale consapevolmente volto ad espel

Corrispettivo di cessione dello studio professionale: reddito diverso o professionale

Per espressa previsione normativa dal 2006 il corrispettivo di cessione dello studio professionale costituisce a tutti gli effetti reddito di lavoro autonomo professionale, invece, per le cessioni antecedenti ricade nella categoria dei redditi diversi la parte corrispondente alla cessione di clientela (Corte di Cassazione - Ordinanza 6 febbraio 2019, n. 3400). Nella controversia esaminata dalla Suprema Corte, il professionista ha inserito i corrispettivi ricavati dalla cessione (ante 2006) del proprio studio professionale tra quelli riferibili all’attività di lavoro autonomo professionale, includendo anche i corrispettivi relativi alla cessione di clientela. L’Agenzia delle Entrate ha accertato, dunque, l’omessa dichiarazione di redditi diversi connessi al contratto di cessione dell’attività professionale, peraltro, senza distinguere il complesso dei beni materiali dagli elementi immateriali (quali la cessione dei clientela).Su ricorso del professionista i giudici tributari hanno confermato la legittimità dell’accertamento, rilevando che il contratto di cessione configurava un