Primo Piano

Collaboratore e amministratore delegato: determinazione bonus finale

Il compenso aggiuntivo, ad integrazione di quanto già erogato, non può essere liquidato se gli atti negoziali intercorsi tra le parti non contegono elementi idonei e sufficienti per consentire una determinazione di tale emolumento (Cassazione, Ordinanza n. 16040/2019). Il Tribunale di Milano aveva rigettato la domanda del collaboratore e poi anche amministratore delegato diretta ad ottenere il pagamento di un bonus finale, in subordine anche liquidato equitativamente, previsto dal contratto di collaborazione coordinata e continuativa stipulato con durata fino al dicembre 2003 - poi rinnovato fino al 31 dicembre 2006.La Corte di merito, dopo aver precisato che il Tribunale aveva respinto la domanda ritenendo che non fosse rinvenibile negli atti negoziali intercorsi tra le parti la previsione di un emolumento alla cessazione dell'incarico ed in particolare per la carica di amministratore, ha ribadito che sia nel contratto del 2001 sia nel contratto rinnovato del 2003 non vi fosse la previsione di un bonus finale nel senso dedotto dall'appellante.Avverso la decisione è stato propost

Esclusione opzionale dal massimale contributivo: lavoratori beneficiari

Con circolare del 17 giugno 2019, n. 93, l’Inps fornisce indicazioni sugli effetti delle disposizioni di cui all’art. 21 del DL n. 4/2019 (conv. In L. n. 26/2019), riferite all’esclusione dall’applicazione del massimale della base contributiva e pensionabile, previsto dall’art. 2, co. 18, L. n. 335/95. L’articolo 2, comma 18, della Legge 8 agosto 1995, n. 335, ha stabilito, per i lavoratori iscritti a forme pensionistiche obbligatorie a far data dal 1° gennaio 1996 e privi di anzianità contributiva precedente, un massimale annuo della base contributiva e pensionabile, annualmente rivalutato dall'ISTAT, pari, per il 2019, a € 102.543,00 (c.d. nuovi iscritti).Il DL n. 4/2019 - recante "Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni" - all’articolo 21, prevede: "In deroga al secondo periodo del comma 18 dell'articolo 2 della legge 8 agosto 1995, n. 335, i lavoratori delle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, e all'articolo 3 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, che prestano servizio in settori in cui non risultano attivate fo

ASSICURAZIONI ANIA: accordo contro la violenza sui luoghi di lavoro

Siglata il 14/6/2019, tra l’ANIA e la FIRST-CISL, la FISAC-CGIL, la FNA, la SNFIA, la UILCA, la dichiarazione congiunta in materia di molestie e violenze di genere sui luoghi di lavoro delle imprese di assicurazione ANIA. ANIA richiama la diffusione di codici etici adottati dalle imprese che - rivolgendosi sia alle persone che vi lavorano, sia all'insieme delle persone con cui l'impresa entra in relazione nell'esercizio dell'attività - dedicano particolare attenzione anche al fenomeno delle molestie e delle violenze di genere.Le Parti convengono che:- il rispetto della dignità e della professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori si concretizza in un contesto capace di prevenire e contrastare situazioni di violenze e di molestie, e di diffondere una cultura del rispetto di genere, favorendo relazioni interpersonali, basate su principi di eguaglianza e di reciproca correttezza;- ogni atto o comportamento, sia di natura fisica che psicologica, che si configuri come molestia o violenza di genere nei luoghi di lavoro è inaccettabile. E’ importante che ogni comportamento che int

IVA accertata: modalità di rivalsa/detrazione

L’importo della maggiore IVA all’importazione accertata, e versata in via provvisoria nell’ambito della contestazione in sede giudiziale, può essere detratto dall’importatore debitore d’imposta mediante una dichiarazione IVA integrativa a favore, a decorrere dalla data di passaggio in giudicato della sentenza che ne abbia stabilito la debenza, rendendo definitiva la pretesa tributaria (Agenzia delle Entrate - Risposta 13 giugno 2019, n. 192)   Secondo la disciplina dell’IVA è consentito l’esercizio del diritto di rivalsa della maggiore imposta accertata a condizione che il cedente/prestatore abbia definitivamente corrisposto le somme dovute all’erario. Essa mira a ripristinare, anche nelle ipotesi di accertamento, la neutralità garantita dal meccanismo della rivalsa e dal diritto di detrazione consentendo il normale funzionamento dell’IVA, la quale deve, per sua natura, colpire i consumatori finali e non gli operatori economici. In tal caso, il cessionario o il committente può esercitare il diritto alla detrazione, al più tardi, con la dichiarazione relativa al secondo ann

Versamento acconto IMU 2019

Scade oggi il termine per il versamento dell’unica rata ovvero dell’acconto dell’Imposta Municipale Propria dovuta per l’anno 2019 in relazione agli immobili attualmente posseduti a titolo di proprietà o sulla base di altro diritto reale (usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi o superficie), ovvero in qualità di concessionario demaniale o locatario di immobili in locazione finanziaria. Il termine naturale di versamento è il 16 giugno 2019, ma siccome cade di domenica la scadenza è automaticamente posticipata al primo giorno feriale successivo, cioè il 17 giugno 2019.Il differimento si applica per il versamento dell’acconto o dell’unica rata dell’IMU (Imposta Municipale propria) a livello nazionale, ma anche per il versamento della rata dell’IMI (Imposta municipale sugli Immobili) e dell’IMIS (Imposta Immobiliare Semplice) dovuta per gli immobili ubicati rispettivamente nella Provincia di Bolzano e nella Provincia di Trento.L’IMU si applica agli immobili, inclusi i terreni e le aree edificabili, a qualsiasi uso destinati, ivi compresi quelli strumentali o alla cui produzione o s

Omesso versamento ritenute previdenziali, la "particolare tenuità del fatto" può escludere la punibilità

La causa di non punibilità per "particolare tenuità del fatto" (art. 131-bis, co. 1, c.p.) è applicabile a tutte le tipologie di reato, incluso il reato di omesso versamento di ritenute previdenziali, per il quale è prevista una soglia di punibilità di 10.000 euro; in tale ambito, tuttavia, essa può essere applicata solo se gli importi omessi superano di poco l'ammontare di tale soglia, in considerazione del fatto che il grado di offensività che integra il reato è già stato valutato dal Legislatore nella determinazione della soglia di rilevanza penale (Corte di Cassazione, sentenza 10 giugno 2019, n. 25537) Una Corte di appello territoriale, in parziale riforma della pronuncia emessa dal Tribunale di primo grado, aveva ridotto la pena inflitta a un datore di lavoro, in relazione al reato di omesso versamento all'Inps delle ritenute assistenziali e previdenziali (art. 2, co. 1-bis, D.L. 12 settembre 1983, n. 463, conv. in L. 11 novembre 1983, n. 638) operate sulle retribuzioni dei dipendenti per le mensilità da aprile a novembre 2011.Avverso la sentenza propone ricorso in Cassazio

Tax credit cinema/audiovisivo e consolidato fiscale

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 191 del 13 giugno 2019, ha fornito chiarimenti sulla cessione dei crediti d’imposta per le imprese dell'esercizio cinematografico, per le industrie tecniche e di post-produzione e del credito d'imposta per il potenziamento dell'offerta cinematografica, nell’ambito del consolidato fiscale. Per quanto concerne il consolidato fiscale, è consentita la determinazione in capo alla società o ente controllante di un’unica base imponibile costituita dalla somma algebrica degli imponibili di ciascuna impresa partecipante.Questa opportunità, tuttavia, non penalizza la possibilità di compensazione e di utilizzo dei crediti e delle eccedenze d’imposta che sono concessi alle imprese singolarmente considerate.Infatti, è previsto che ciascuna società partecipante al consolidato debba redigere e presentare la propria dichiarazione dei redditi - senza liquidazione della relativa imposta - comunicando alla società o ente controllante il proprio reddito complessivo, le ritenute subite, le detrazioni e i crediti d’imposta spettanti, compresi quelli compens

Vending machine: al via le comunicazioni sulla compliance

Con il provvedimento del 13 giugno 2019, n. 195328, l’Agenzia delle Entrate ha disposto le comunicazioni per la promozione dell’adempimento spontaneo nei confronti dei contribuenti per i quali risultano anomalie relative alla trasmissione dei dati dei corrispettivi derivanti da cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate tramite distributori automatici. Ai sensi dell’art. 2, co. 2, D.Lgs. n. 127/2015, a decorrere dal 1° aprile 2017, per i soggetti passivi che effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizi tramite distributori automatici, la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi sono obbligatorie.L’obbligo di trasmissione dei dati, inserito con gradualità, è stato esteso a tutti i soggetti gestori di distributori automatici (inclusi quelli senza porta di comunicazione) a decorrere dal 1° gennaio 2018 (provvedimenti direttoriali del 30 giugno 2016, 29 novembre 2016 e 30 marzo 2017).L’anno 2018 è stato pertanto preso a riferimento per lo svolgimento dell’attività di analisi dei primi flussi pervenuti.Al fine di stimolare i

NASpI e trattamenti pensionistici anticipati, il regime decadenziale

Con circolare n. 88 del giugno 2019, l’Inps illustra i profili relativi ai rapporti tra alcune prestazioni a sostegno del reddito e i trattamenti pensionistici anticipati (pensione "quota 100", pensione anticipata, "opzione donna" e lavoratori precoci), con particolare riguardo agli aspetti connessi al riconoscimento e al mantenimento di dette prestazioni; altresì, l’Istituto fornisce chiarimenti sui rapporti tra l’indennità di disoccupazione NASpI e l’assegno ordinario di invalidità. Come noto, in via sperimentale, ai soggetti che perfezionano un’età anagrafica non inferiore a 62 anni e un’anzianità contributiva non inferiore a 38 anni, nel periodo compreso tra il 2019 e il 2021, è attribuita la facoltà di conseguire il diritto alla pensione "quota 100" (art. 14, D.L. n. 4/2019), con diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorso il periodo previsto per l’apertura della "finestra", diversificata in base al datore di lavoro ovvero alla gestione previdenziale a carico della quale è liquidato il trattamento pensionistico. Orbene, poiché tra le ipotesi di decadenza

Procedura concorsuale infruttuosa: recupero dell'Iva versata

Con il regime opzionale che consente di rinviare l’esigibilità dell’IVA al momento dell’incasso del corrispettivo, l’imposta diventa comunque esigibile decorso un anno dal momento di effettuazione dell’operazione, ma tale limite annuale non si applica nel caso in cui il cessionario o il committente, prima del decorso del termine, sia stato assoggettato a procedura concorsuale. (AGENZIA DELLE ENTRATE - Risposta 13 giugno 2019, n. 190) L’istante nel periodo d’imposta 2015 ha optato per la liquidazione dell’IVA secondo la contabilità di cassa. Tale regime, che consente di posticipare l’esigibilità dell’IVA ed il suo versamento al momento dell’incasso del corrispettivo, gli ha permesso di rinviare fino al termine del 2018 il versamento dell’IVA relativa ai corrispettivi che un committente, ammesso alla procedura di amministrazione straordinaria prevista dalla "Legge Marzano", non ha ancora pagato. Tanto premesso, avendo intenzione di applicare, a partire dal 2019, il regime forfettario di cui all’articolo 1, commi da 54 ad 89 della legge del 23 dicembre 2014, n. 190, chiede di chiar