Primo Piano

Nuovo regime fiscale delle imprese minori: chiarimenti dai CDL

Forniti chiarimenti sul nuovo regime fiscale delle imprese minori introdotto dalla Legge di Bilancio 2017 (art. 1, co. 17 e seguenti, L. n. 232/2016), che ha previsto l’applicazione del principio di cassa ai fini della determinazione del reddito, ed in particolare sulle ripercussioni legate all’irrilevanza delle rimanenze finali e di conseguenza delle esistenze iniziali (Fondazione Studi CDL - circolare n. 1/2017). Dal 2017, anche le imprese minori applicheranno il principio di cassa già previsto per i titolari di lavoro autonomo, comportando la rilevanza della manifestazione finanziaria dei ricavi conseguiti e dei costi sostenuti dalle imprese, a prescindere dalla competenza economica. Tale novità è contenuta nell’art. 66 del Tuir, modificato dalla Legge di Bilancio 2017, con la conseguenza che ora il reddito dell’impresa è costituito dalla differenza tra l’ammontare dei ricavi (art. 85, Tuir) e degli altri proventi (art. 89, Tuir) percepiti nel periodo d’imposta e quello delle spese sostenute nel periodo stesso nell’esercizio dell’attività d’impresa. La differenza così determ

Per la fornitura di energia elettrica a Onlus che gestiscono RSA l'Iva non è agevolata

Alle Onlus che svolgono attività commerciale mediante la gestione di residenze sanitarie assistenziali (RSA), relativamente ai contratti per la fornitura di energia elettrica alle medesime strutture si applica l’aliquota Iva in misura piena e non quella agevolata del 10% (Agenzia entrate - risoluzione 19 gennaio 2017, n. 8/E). Il n. 103) della parte III della tabella A, allegata al D.P.R. n. 633/1972 prevede l’applicazione dell’aliquota Iva agevolata del 10% per i contratti di somministrazione di energia elettrica "per uso domestico", ossia all’impiego dell’energia nella propria abitazione a carattere familiare o in analoghe strutture a carattere collettivo caratterizzate dal requisito della residenzialità per fini propri e, comunque, non per lo svolgimento di attività che prevedono corrispettivi rilevanti ai fini Iva.In altre parole, ai fini dell’Iva agevolata deve essere rispettato il requisito della residenzialità e di svolgimento di attività che non prevedono corrispettivi rilevanti ai fini Iva. Le residenze sanitarie assistenziali (RSA) soddisfano il primo requisito in qua

Trattamenti di integrazione salariale, il versamento della contribuzione addizionale

Con circolare n. 9 del 19 gennaio 2017, a completamento del processo di attuazione del D.Lgs. n. 148/2015, l’Inps fornisce le istruzioni per favorire l’adeguamento dei sistemi gestionali aziendali al nuovo assetto informativo che deriva dalle innovazioni introdotte con la riforma dei trattamenti di integrazione salariale. In particolare, appresso si dà rilievo alle modalità di regolarizzazione del versamento della contribuzione addizionale relativa ai trattamenti CIG, soggetti alla nuova disciplina, autorizzati a partire dalla riforma dell’istituto. Come noto, a carico delle imprese che presentano domanda di integrazione salariale, anche in deroga, è stabilito un contributo addizionale (art. 5, D.Lgs. n. 148/2015) così quantificato:a) 9% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate, relativamente ai periodi di integrazione salariale fruiti all’interno di uno o più interventi concessi, sino a un limite complessivo di 52 settimane in un quinquennio mobile;b) 12% oltre il limite predetto e sino a 104 settimane in un quinquennio m

Codice tributo "3895"modalità di utilizzo "a debito"

Chiusura a credito del codice tributo "3895" denominato "Credito d’imposta per nuovi investimenti produttivi nella Regione Campania" (Agenzia delle Entrate - risoluzione n. 6/E del 19 gennaio 2017) Tra l’Agenzia delle Entrate e la Regione Campania, attraverso la convenzione del 2 dicembre 2009 e successivi rinnovi, sono state disciplinate le modalità operative per la gestione del credito d’imposta di cui all’articolo 3 della legge regionale 28 novembre 2007, n. 12.Con la risoluzione n. 17/E dell’8 marzo 2010, è stato istituito, tra l’altro, il codice tributo "3895", denominato "Credito d’imposta per nuovi investimenti produttivi nella Regione Campania, ai sensi dell’art. 3, legge regionale n. 12/2007", per consentire l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta in oggetto.La Regione Campania, a riguardo, ha richiesto di disattivare l’utilizzo "a credito" del citato codice tributo "3895", pertanto, con la presente risoluzione si rende noto che, a decorrere dal 1° febbraio 2017, il codice tributo "3895" non è più utilizzabile per la fruizione in compensazione del credito d’im

Soppressione del codice tributo "8120"

Dal 1° febbraio 2017 il codice tributo 8120 è soppresso, essendo cessati i presupposti normativi che ne legittimano l’utilizzo. (Agenzia delle entrate - Risoluzione 7/E del 19/01/2017) Il codice tributo "8120" era stato istituito con la risoluzione n. 35/E del 3 aprile 2014 per il versamento tramite i modelli "F24 versamenti con elementi identificativi" e "F24 Enti pubblici" della sanzione per omessa presentazione della dichiarazione di cessazione di attività, di cui all’articolo 35, comma 15-quinquies, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.L’articolo 7-quater del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225, recante "Disposizioni in materia di semplificazione fiscale", al comma 44 ha apportato modifiche al citato articolo 35, comma 15-quinquies, del d.P.R. n. 633/1972, prevedendo che "L’Agenzia delle entrate procede d’ufficio alla chiusura delle partite IVA dei soggetti che, sulla base dei dati e degli elementi in suo possesso, risultano non aver esercitato nelle tre annualità precedenti

"Posto di cambio": diritto alla retribuzione per il tempo relativo allo spostamento

I lavoratori che terminano la loro attività in un luogo diverso rispetto a quello in cui la prestazione ha inizio hanno diritto ad una retribuzione che compensi il tempo impiegato per spostarvisi (Corte di Cassazione n. 850/2017). La Corte d’Appello di Napoli confermava la decisione resa dal Tribunale e rigettava la domanda proposta dai dipendenti nei confronti dell’azienda di mobilità, avente ad oggetto il riconoscimento in loro favore, quali dipendenti con mansioni di autista, del diritto alla retribuzione per il tempo relativo allo spostamento presso la sede di lavoro, dal luogo denominato "posto di cambio", ove il servizio veniva a cessare.La decisione della Corte territoriale faceva leva sull’inapplicabilità alla fattispecie dell’art. 17, lett. c), Rdl n. 2328/1923 in materia di lavoro effettivo, data l’inconfigurabilità di un obbligo per gli autisti di presentarsi ad inizio turno o a ritornare una volta cessato il servizio alla sede di lavoro.In Cassazione, con il primo motivo, i ricorrenti, denunciano la falsa applicazione del citato articolo 17 e l’erronea interpretazione

Premi di produttività, dati incoraggianti dal Ministero

In materia di detassazione dei premi di produttività, il Ministero del lavoro comunica che alla data del 13 gennaio 2017 sono state compilate 18.716 dichiarazioni di conformità, redatte secondo l'articolo 5 del DM 25 marzo 2016. Dei 18.716 contratti depositati, 14.597 si propongono di raggiungere obiettivi di produttività, 10.911 di redditività, 8.333 di qualità (Comunicato 16 gennaio 2017). A seguito della pubblicazione del Decreto Interministeriale 25 marzo 2016, relativo alla detassazione dei premi di produttività, il Ministero del Lavoro ha reso disponibile la procedura per il deposito telematico dei contratti aziendali e territoriali. Il 15 luglio 2016 era il termine per effettuare l'invio dei modelli relativi agli accordi sottoscritti nel 2015.Il numero di contratti aziendali e territoriali sottoscritti per beneficiare della detassazione al 10% dei premi di produttività continua a crescere secondo i dati raccolti da maggio 2016 al 13 gennaio scorso: 18.716, infatti, risultanole dichiarazioni di conformità compilate, redatte secondo l'articolo 5 del DM 25 marzo 2016, di cui

Modifiche normative per i dipendenti del settore della mobilità-attività ferroviarie

Modifiche normative per i dipendenti del settore della mobilità-attività ferroviarie   Modificati alcuni istituti contrattuali del CCNL a seguito dell’approvazione, da parte dei lavoratori, dell’accordo di rinnovo firmato lo scordo dicembre della Mobilità/Area contrattuale Attività Ferroviarie   Le assemblee ed il referendum, dall’11 al 14 gennaio 2017, hanno confermato lo scioglimento della riserva sindacale dell’accordo firmato lo scorso 16/12/2016.Dal punto di vista normativo, queste le modifiche rilevanti:   Appalti Sono introdotte le tutele necessarie per i lavoratori interessati da cambio appalto, anche attraverso la definizione della clausola sociale ed è definito il perimetro dei settori ai quali viene applicato il contratto". Contributo sindacaleIl contributo sindacale è pari allo 0,55% da calcolare sul minimo contrattuale, sugli aumenti periodici di anzianità e sul salario professionale. Indennità per lavoro notturnoAi lavoratori che prestano servizio tra le ore 22.00 e le ore 6.00 è corrisposta l’indennità oraria per lavoro notturno che, a partire dall

FSI e ATTIVITA' FERROVIARIA: approvato il contratto

  Con l’84,9% dei voti favorevoli approvato l’accordo per il rinnovo del Contratto nazionale della Mobilità Area Attività Ferroviarie ed il Contratto aziendale del Gruppo Fsi. L’intesa, firmata lo scorso 16 dicembre, riguarda circa 80 mila addetti ed è stata sottoposta, come previsto dagli accordi interconfederali sulla rappresentanza del 2014, a validazione tramite referendum tra i lavoratori.L’accordo ha durata triennale e scadrà il 31/12/2017.Questi, pertanto, i minimi contrattuali Livelli   Par. Min. dal 1/11/2016 Min. dal 1/7/2017 Min. dal 1/12/2017 Q Q1 173 2.292,31 2.332,55 2.370,10 Quadri Q2 152 2.014,06 2.049,41 2.082,40 A - Direttivi A 147 1.947,81 1.982,00 2.013,90 B B1 140 1.855,05 1.887,61 1.918,00 Tecnici B2 134 1.775,55 1.806,71 1.835,80 Specializzati B3 132 1.749,05 1.779,75 1.808,40 C - Tecnici C1 129 1.709,30 1.739,30 1.767,30 C2 127 1.682,80 1.712,33 1.739,90 D D1 125 1.656,30 1.685,37 1.712,50 Operatori D2 121 1.603,30 1.631,44 1.657,70 Specializzati D3 119 1.576,80 1.604,47 1.630,30 E E1 117 1.550,30 1.577,51 1.602,

Fondi di solidarietà bilaterali, la possibile riduzione del contributo straordinario

Tra le disposizioni della Legge di Stabilità 2017, trova spazio (art. 1, commi da 235 a 237) anche la riduzione del contributo di finanziamento dell’assegno straordinario erogato dai Fondi di solidarietà bilaterali, nelle ipotesi di imprese o gruppi coinvolti in processi di ristrutturazione o fusione e interessati da provvedimenti legislativi relativi a processi di adeguamento o riforma per aumentarne la stabilità e la patrimonializzazione. Dal 2017 e fino al 31 dicembre 2019, alle imprese o gruppi di imprese coinvolti in processi di ristrutturazione o fusione, rientranti nei settori destinatari dei Fondi di solidarietà bilaterali (art. 26, D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 148) e interessati da provvedimenti legislativi relativi a processi di adeguamento o riforma per aumentarne la stabilità e rafforzarne la patrimonializzazione, è riconosciuta una riduzione del contributo a loro carico per la copertura dell’assegno straordinario. Il contributo è ridotto, su domanda dello stesso datore di lavoro, in misura percentuale dell’importo pari alla somma della NASpI e della relativa contr